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lunedì 16 settembre 2013

CULTURA (a perdere)

CULTURA (a perdere)
Scrive G.Nicoletti (su La Stampa del 16/9 us.,p.1) di aver provato un sincero dolore a veder morire, al Palio d’Asti, quel purosangue che, nei suoi ultimi attimi di vita, sembrava voler nascondere il suo capo in basso, quasi per non vedere quella varia “umanità” che aveva intorno (eleganti dame e cavalieri appiedati). Osservando altresì che, nell’iconografia equestre, si è quasi sempre consentita  al cavallo una morte ed una posa eroica. Ma si sa, i tempi cambiano (e gli uomini con essi…?). E si afferma che lo “spettacolo” del Palio sarebbe irrinunciabile, perché facente parte delle tradizioni e della “cultura locale”.
Al Giglio sono stati accreditati ben 350 giornalisti, provenienti da ogni parte del mondo. Che sia anche quello (della Concordia) un fatto culturale ?

Bluewind 

sabato 14 settembre 2013

ALLA FIERA DEL NULLA

ALLA FIERA DEL NULLA

Affondata a causa dell’inchino. La motonave Concordia. Adesso sembra sia diventato una consuetudine. Anche per altre navi. (L’inchino). Per gli esseri umani lo era già da tempo. Varie sono le modalità di esecuzione. Apertis verbis (cioè a voce spiegata). O con ammiccamenti allusivi e comprensibili (all’esterno). O più spesso con il silenzio. Che deve apparire come accondiscendenza (non come dissenso). Possono anche verificarsi delle vittime. Come nel caso della Concordia. Ma anche la prestigiosa civiltà dei Maja le ha prodotte. Come risultato di una ritualistica (allora politico – religiosa) che era in grado di soggiogare le masse. Rendendole compartecipi, con la loro semplice individuale presenza, di tali sacrifici (umani). E facendole sentire tali cioè facenti parte dello stesso modo d’essere della loro collettività. Cioè in. Sacrifici umani se ne fanno ancora oggi. Non in forma plateale ( come all’epoca dei Maja). Ma in modo egualmente efficace. Sacrifici che privano le pensioni di vecchiaia di una concreta valenza economica, candidando gli interessati ad una sostanziale indigenza. Facendo apparire i lavori precari come un male transeunte (per evitare il peggio) anche se durano tutta una vita. Favorendo in ogni modo la cd finanza creativa e la stessa fiscalità determinata su redditi presunti ed inesistenti. Il consenso  viene ormai basato in gran parte su colori di bandiera… (non su argomenti concreti). Che si tratti di un nuovo tipo di capitalismo ? Un neocapitalismo che mette d’accordo tutti  (così sembra)? E che produce il nulla…assoluto ?  E che consente di governare meglio, poiché vede tutti d’accordo ? ( o, più asetticamente,  consente di meglio corrispondere alle aspettative della collettività, sia quelle vere, o interpretabili come tali, sia quelle presunte) Chissà. Non è senza una ragione che il post viene accompagnato dall’opera pittorica di  Kandinskij “Blu di cielo”. Che con i suoi deliziosi oggettini multicolore ben raffigura la situazione attuale. E che BW rinominerebbe “A la fiera del nulla”. (costituente il risultato della situazione sopra descritta).

Bluewind