La
osservò controluce.Era una foglia giovane, di un verde
pallido,ancora pervasa di quella vitalità che aveva allorchè si
trovava nel cespuglio antistante l'abitazione. Prima che il vento la
portasse sul pavimento in terra battuta della casupola. La porta si
spalancò di colpo ed entrò, con aria minacciosa, lo sconosciuto.
Era armato di un vecchio revolver. Contemporaneamente entrò di corsa
il cane. Abbaiando disperatamente. Lo sconosciuto si voltò, ponendo
un piede sopra la foglia, perdendo l'equilibrio. Ciò bastò a Paul
per riprendere il controllo della situazione. Con un balzo fu sopra
lo sconosciuto, che giaceva in terra, puntandogli la sua Beretta alla
tempia. La tentazione di sparare era fortissima. Ma si trattenne. Nel
contempo pensò che "a volte basta una foglia...."
Sembra
che da noi in occidente sia non solo occasionale l'albero delle
monete d'oro,estratto dal libro delle fiabe (pinocchio).Poichè
numerosissimi autorevoli ed auterevolissimi esponenti stanno
perorando la causa dell'Africa derelitta. Ignorando o fingendo di
ignorare che, senza una loro colpa,la causa di tutto è da farsi
ascendere al sistema di produzione occidentale, che ha reso del tutto
antieconomico il sistema delle popolazioni africane, basato
sull'autoconsumo familiare e personale. Da ciò, sostanzialmente,
sono derivate malattie, fame, l'abbandono dei campi, la conseguente loro desertificazione e gravi contrasti sociali, che
l'occidente non ha omesso di sollecitare e fomentare.
Conseguentemente risulterebbe del tutto fuorviante l'appello ad
ospitare ben 72 milioni di africani (così tanti sembra siano
quelli colpiti dalle predette piaghe collettive). E ciò, facendo
leva su una collettività che ha fatto del consumo e del benessere le
proprie ragioni di vita. A meno che sopraggiunga un miracolo che
trasformi in realtà l'albero dalle monete d'oro.